Siamo abituati al supermercato. Entro, scelgo, pago, esco, e sono soddisfatto. Poi, quando ho dei malesseri dell’animo, dell’intelletto, cerco di applicare lo stesso sistema. Perchè ho dei soldi in tasca, che mi sono sudato, che valgono qualcosa, allora la risposta che posso comprare (in un libro di autoaiuto, di esoterismo, nel consulto di un esperto di simili problemi) deve per forza essere veritiera. Nessuno può comprare una risposta. Le risposte non si possono comprare, perchè non si possono confezionare. Perchè siamo tutti diversi, e invece il supermercato funziona nell’offerta di prodotti similari. La quantità di scelta, di assortimento, ci trae in inganno. Ma le infinite variazioni dell’animo umano, delle storie di ciascuno di noi, saranno sempre maggiori dell’assortimento di qualsiasi offerta da supermercato. Ci sono 6 miliardi di domande diverse, su questo pianeta. Anche se ci fosse un uomo oppure una macchina abbastanza potente da poter dare 6 miliardi di risposte esistenziali, comunque, alla fine, non saprebbe rispondere alla sua personale. Però io credo che ciascuno possa salvarsi, con fortuna e con audacia. Mi lacera che ad alcuni, per caso o Caso, non sia data la possibilità di farlo.
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lunedì 26 agosto 2013
sabato 10 agosto 2013
L'era del Rassicurante
Tutto quello che l’uomo crea per sè e per gli altri è così rassicurante. L’aria condizionata, i paraurti delle automobili, le serrature delle porte, i prodotti che lavano che più bianco di così non si può, i softwares facili da usare, le bombe intelligenti, i telegiornali che informano su quello che accade nel mondo, i quiz televisivi che si vincono i milioni, le università per garantirsi un lavoro futuro, le promesse d’amore eterno, i fazzolettini di carta morbidi che non irritano il naso, i film a lieto fine, la psicologia, la coca-cola light, le banche per mettere al sicuro i propri risparmi. Potremmo vederla così: a latere di tutto questo scuoter di sonaglietti per neonati, esiste l’artista, che (alle volte, se non cade nella trappola) crea per sè e per gli altri cose non rassicuranti, non facili, non immediatamente comprensibili, non glorificatrici delle piccolezze umane ma, oh! necessario antidoto al collettivo rammollimento. Cose che raccontano di un “fuori” dalle mura del nostro bunker di piccole certezze effimere. E quanto bisogno c’è di verità, oggi, per poter vivere di decisioni e non costruirsi solo una dolce culla di distrazione, nell’insopportabile attesa dell’Inevitabile.
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