giovedì 29 maggio 2014
domenica 25 maggio 2014
3di4 - Voce del verbo fotografare
Ricetta: voce del verbo
fotografare.
Ingredienti.
Una buona manciata di tempo
da dedicare alla propria passione.
La distanza: non troppa,
nemmeno troppo poca.
Grande spirito di
autocritica.
Empatia per tutto ciò che è
al di fuori di sè.
Equilibrio e mano salda.
La giusta dose di luce, che
nessuna ricetta potrà mai spiegarti, e che devi trovare da solo.
Vincenzo Bruno e Luca Drago
dal 14 giugno al 13 luglio
10-18 tutti i giorni
ingresso libero
Villarfocchiardo - Torino
Certosa di Montebenedetto
martedì 20 maggio 2014
2di4 - Voce del verbo fotografare
Di tutte le eccezioni della
grammatica, la voce del verbo fotografare è la più particolare.
E’ un verbo che la tecnica è
fondamentale, ma non basta.
E’ un verbo che bisogna esserci quando è il momento giusto di scattare, ma non solo.
E’ un verbo che bisogna esserci quando è il momento giusto di scattare, ma non solo.
E’ un verbo che richiede
esercizio continuo, e quando si è finito si è appena iniziato.
La voce del verbo
fotografare è irregolare,
risponderà alle tue domande
con altre domande.
La voce del verbo
fotografare ti mette di fronte ad una verità: non sei arte.
Però, puoi provare a fare
arte.
Vincenzo Bruno e Luca Drago
dal 14 giugno al 13 luglio
10-18 tutti i giorni
ingresso libero
Villarfocchiardo - Torino
Certosa di Montebenedetto
domenica 18 maggio 2014
I SENZA STATO - meeting multimediale di creatività
PROGRAMMA DEFINITIVO
Il 12- 13- 14 -15 giugno l'Associazione "Gli Scamiciati " presenta I SENZA STATO meeting multimediale di creatività. La manifestazione si svolgerà nei locali del laboratorio anarchico PerlaNera in via Tiziano n. 2 ad Alessandria.
GIOVEDI' 12
ore 21 - presentazione di un interessantissimo libro (per la prima volta tradotto in italiano) edito da Autoproduzioni Fenix: "Storia del dadaismo" di Ribemont Dessaignes. Il libro è arricchito anche da "Un Cadavre", numero unico di un giornale che uscì il 15 gennaio 1930, di autori vari, prevalentemente poeti, entrambi tradotti dal francese da Nicoletta Frola e da Mario Frisetti (che sarà anche oratore alla presentazione). A seguire proiezione del film "ENTR'ACTE" di Renè Clair del 1924.
VENERDI' 13
ore 17 - apertura delle mostre espositive composte da quadri, fotografie, sculture e installazioni.
Esporranno:
Max Ferrino, Paolo Mandirola, Matteo Michele Bisaccia, Vincenzo Aulitto, Bertini Rosetta, Roberto Pestarino, Franco Schirone, Santo Catanuto, Angelo Pelizza, Gino, Franco Montessoro, Valter Ravera, Saer.
ore 18 - Spettacolo teatrale "Il Mare Buio" di e con Andrea Trere (Opercolo teatro), tre monologhi tratti da racconti di A.J. CRONIN, R. BRADBURY e S. BENNI, preceduti, intervallati e seguiti da filmati.
ore 21 - la compagnia teatrale Coltelleria Einstein si esibirà con lo spettacolo "Polvere Umana" liberamente ispirato ai romanzi di Primo Levi.
SABATO 14
Il programma è concepito in modo che il sabato sia dedicato ad iniziative di contaminazione tra le varie espressioni artistiche: la scelta espressiva vuole essere un percorso che in qualche maniera è anche l'archetipo dell'iniziativa stessa.
ore 10 - apertura della mostra, a seguire: Corvaio Salvatore propone un esperimento di poesia collettiva con i presenti. Tutto il pomeriggio sarà accompagnato da musiche eseguite da un quartetto di jazz libero alternate e/o contemporanee ad opere create sul momento dagli espositori.
ore 16 - "Si gratta!"performance di contaminazione multimediale: una performance nella quale Salvatore Corvaio reciterà le sue poesie in un contorno espositivo di quadri dipinti dal pittore Claudio Zunino; il tutto è accompagnato dalla chitarra elettrica di Dino Porcu.
ore 17 - presentazione della rivista ApARTe "materiali irregolari di cultura libertaria"; la rivista ha ormai 14 anni ed è un punto di riferimento innegabile di arte, nel senso a noi più affine, oltre che essere stata in questi anni promotrice di numerosi eventi in tutto il territorio nazionale.
ore 18 - Andrea Roccioletti presenta un'esposizione performativa sulle nuove comunità in rete, che non solo travalicano i confini degli stati, ma creano una nuova concezione di identità e di appartenenza.
Con Michele Di Erre e Andrea Gagliotta - IL BESTIARIO AD OCCHI CHIUSI
I due artisti disegnano ad occhi bendati, oppure usando la visione periferica.
Propongono a chi vuole provare a fare altrettanto durante la loro esposizione.
Per la sola giornata di sabato verranno esposti i bozzetti originali delle sagome a grandezza naturale del celebre quadro "I FUNERALI DELL'ANARCHICO PINELLI" di Enrico Baj.
ore 21 concerto: BANDA BRISCA musica e danza della tradizione
DOMENICA 15
ore 10 - apertura della mostra, a seguire Harald Miserè ci propone uno spettacolo con la collaborazione artistica di Sara Salvatico e Danilo Danglari: le sue poesie diventano animazione teatrale dando vita ad un ensemble, un grido contro le convenzioni, l'ipocrisia e il potere.
ore 15 - "LUIS ovvero abbiamo conosciuto Lulù quella sera che...." di Antonio Lombardo, dedicato alla figura leggendaria di Louis Chabas detto Lulù, il partigiano che operò durante la Resistenza nelle Langhe.
Il racconto verrà recitato da Sara Salvatico e da Danilo Danglari.
ore 17 - "R! R-ESISTERE" Canzoni e parole di libertà eseguite dal gruppo SENZA COLLARE.
Durante tutti i tre giorni - oltre alle mostre di quadri, sculture e fotografie - sarà allestita una sala permanente dove verrà proiettato no stop il cortometraggio frutto del lavoro iniziato l'11 marzo: un laboratorio di drammaturgia incentrato proprio sul tema dei Senza Stato, diretto da Gianluca Ferrari, e il documentario "Louis Chabas detto Lulù una resistenza leggendaria" di Remo Schellino. Saranno inoltre proiettati i filmati ormai storici delle iniziative artistiche proposte a suo tempo da non pochi degli attuali animatori del laboratorio anarchico PerlaNera e svoltesi al Forte Guercio Occupato "Le Piume del Pavone", e il video di Luigi Bianco "II FUOCO BRUCIA SEMPRE QUALCOSA Se qualcosa c'è".
Per tutti i 3 giorni colazione, pranzo e cena a prezzi modici.
mercoledì 14 maggio 2014
EDS | 3 di 14 | In spiaggia
Esperimenti di scrittura, 3 di 14
In spiaggia
ovvero i
Righeira l’avevano già anticipato
Uno scrittore che scrive in spiaggia può essere:
a) uno scrittore che vive al mare, e dunque la cosa
gli sarà familiare;
b) uno scrittore in vacanza, da questo deriva:
b1) che si tratti di un racconto oppure di un romanzo
breve
b2) che lo scrittore sia velocissimo nella stesura
del romanzo
b3) che scriva il romanzo in parte al mare e in parte
no, e dunque chissà se il lettore riuscirà mai a notare l’influenza della
salsedine su certi capitoli piuttosto che su altri.
Sul fatto che lo scrittore in vacanza scriva, invece
che riposarsi, è una normale conseguenza della sua malattia per la narrazione
(malattia che non si cura, a meno che non si elimini il paziente-scrittore
stesso), oppure che il lavoro – quello per vivere
– gli porti via il tempo necessario per completare il suo romanzo, e dunque non
possa che approfittare del tempo libero estivo. Ma qui si aprirebbe un altro
capitolo, “lavorare per vivere” oppure “vivere per lavorare” (paradosso
irrisolvibile, visto che lo scrittore “vive per scrivere”), riprendiamo il filo
del discorso. L’influenza della salsedine sulla scrittura potrebbe essere
ricondotta alla stessa influenza che i medici, se non erro dal 1800 in poi,
iniziariono a sperimentare per la cura di certe malattie polmonari. Essendo che
l’aria di mare è ricca di sali minerali, attraverso la respirazione lo
scrittore in spiaggia riempie i suoi polmoni di particelle di cloruro di sodio,
magnesio, iodio e potassio, liberate dall’acqua marina all’infrangersi delle
onde. Va da sè che più il mare è agitato, più particelle vengono liberate, ecco
forse spiegata la passione degli scrittori romantici per il mare in tempesta
(che tuttavia morivano come mosche per consunzione e tisi, c’è qualcosa che non
torna nel ragionamento).
Le posizioni che lo scrittore in spiaggia può
assumere sono: sdraiato sul dorso, sdraiato sulla pancia, seduto. E’ piuttosto
difficile scrivere (nel caso di carta e penna) sdraiati sul dorso, essendo
anche lo scrittore sottoposto alla forza di gravità, cioè al mistero della
massa che attrae e si fa beffe del suo desiderio di volare via, lontano, verso
l’orizzonte e oltre, dove nessun uomo è mai giunto prima. Molto più comodo per
lo scrittore stare sdraiato sulla pancia, anche se di tanto in tanto bisogna
cambiare posizione, il peso del busto sui gomiti affatica e anchilosa, e chi sa
che pagine possono essere scritte da uno scrittore dolorante. Scrivere in
spiaggia da seduti fa assomigliare a monaci tibetani in meditazione (ma conosco
pochi scrittori che avrebbero il coraggio di darsi fuoco come certi monaci
tibetani in protesta). Tutto questo è valido per uno scrittore proletario in
spiaggia libera; lo scrittore benestante in spiaggia privata ha a disposizione
sdraio, lettino, sedia, tavolino, ombrellone, insomma pagando sta più comodo
(vedi la questione di cui prima, “lavorare per vivere” e “vivere per lavorare”).
Il sole abbronza lo scrittore in spiaggia
senza ombrellone, scotta quello incauto, e fa risaltare il bianco della
pagina: sarebbe meglio indossare occhiali scuri; se usa una stilografica,
l’inchiostro versato asciuga meravigliosamente in fretta. Se lo scrittore in
spiaggia cede alla tentazione di un bagno ristoratore di tanto in tanto, che
davvero fa troppo caldo e si sta scottando, le mani umide se non addirittura
bagnate lasciano aloni sulla carta che, asciugandosi, la rendono leggermente
ruvida e grinzosa. Vissuta. La pagina bianca deve “lavorare per vivere” oppure
“vivere per lavorare”?
Non tacerò del fatto che: mentre sulla spiaggia lo
scrittore potrebbe incappare nel cosiddetto blocco di se stesso (cioè nel blocco
dello scrittore), come avviene anche in altre situazioni le idee migliori per
riprendere il testo gli verranno una volta che sia entrato in acqua, magari un
po’ al largo dove non si tocca, e allora sarà combattuto tra il tornare a riva
e mettere per iscritto l’idea, oppure continuare la nuotata e confidare nel
fatto che una volta tornato sulla terraferma l’idea se la ricorderà
sicuramente. Non ricordo film con scene di spiaggia che annoveri uno scrittore
tra le comparse. C’era nello squalo?
E’ chiaro che lo scrittore che fa vita da spiaggia
gode di una notevole situazione di calma, di rilassatezza, epperò conosco
scrittori che quando finalmente hanno tempo e modo di dedicarsi con cura alla
scrittura non sanno più che cosa scrivere, e invece solo di corsa, tra un
impegno e l’altro, e anche nervosi, riescono a dare il meglio di sè. La gente
che frequenta la spiaggia, così come lo scrittore, è solitamente in costume da
bagno, dunque fonte di distrazione da un lato, di riflessione sull’uomo come scimmia
nuda dall’altro. Mi piacerebbe avere la possibilità di investire e incaricare
qualche agenzia di raccolta dati per un sondaggio: come lo scrittore affronta
la prova costume. Imbarazzo? Indifferenza?
L’uniformità di colori della spiaggia (cielo, mare,
sabbia) ha un effetto tranquillizzante sull’animo dello scrittore, sempre che
lo scrittore abbia un animo, ma soprattutto in questo luogo lo sguardo dello
scrittore può fare una cosa che normalmente, in altre condizioni, ha difficoltà
a fare: spaziare libero fino all’orizzonte (che, se non mi sbaglio, è poco più di
quattro chilometri e mezzo, dopo di che la curvatura terrestre nasconde quello
che c’è al quinto chilometro dietro il bordo dell’orizzonte – poco, vero?). Per
ogni estate ci sarà sempre (statisticamente) almeno un pallone che colpisce uno
scrittore nel bel mezzo della stesura di una pagina importante, facendogli
perdere il filo, giusto il tempo necessario perchè ci ripensi e cambi idea e
muova la storia in un’altra direzione; con tante scuse da parte dei genitori
dei bambini che stavano giocando con quel pallone, che non sapranno mai di aver
inciso in modo radicale sull’evolversi del capolavoro dello scrittore da
spiaggia. Mi chiedo se avrebbe mercato un asciugamano per scrittori da spiaggia
con la scritta: “sono uno scrittore, interrompetemi solo se avete qualcosa di davvero importante da chiedermi”.
Lo scrittore da spiaggia, come tutti gli altri, viene
avvicinato da venditori di asciugamani, occhiali da sole, massaggi; forse il
fatto di essere impegnato a scrivere offre un scappatoia all’insistenza dei
suddetti venditori; proprio quello scrivere che, paradossalmente, è legato in
qualche modo all’essere umani (dunque non-indifferenti; a meno che non abbiamo
preso un granchi – essendo in spiaggia – e non siano previste l’empatia e la
solidarietà dalla natura dell’essere umano; d’altro canto non c’è mica scritto
da qualche parte, è una nostra supposizione). In spiaggia alle volte si sente
il rombo sordo di elicottero che passa in lontananza, oppure di un aereo,
magari è un Canadair CL-415 che va a spegnere un incendio, statisticamente più
probabile se lo scrittore si trova su una spiaggia ligure; e prepotente si insinua
il pensiero che esiste un altrove, non di suono di onde che si inseguono ma di
alberi forse centenari che bruciano in un inferno di fiamme e fumo, per qualche
umano che ha voluto fare sfoggio di tutta la sua piccolezza (no, effettivamente
a pensarci bene empatia e solidarietà devono essere concetti giunti qui da un
altro pianeta). Infine, c’è la questione della DSA, cioè della Distanza
Socialmente Accettata. Questo vale per le spiagge libere, perchè quelle a
pagamento sono già strutturate geometricamente da chi approfitta della
concessione, e c’è poca libertà di azione, se non quella di tirare fuori
soldoni dal portafoglio per avere un posto “in prima fila”, proprio a ridosso
della battigia. Torniamo alla spiaggia libera. Dunque c’è un teorema che
afferma che il nuovo arrivato – in questo caso lo scrittore – si va a
posizionare in posti liberi sempre equidistanti da altre persone sulla spiaggia
Situazione numero 1
mare ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
battigia ------------------------------------------------------
posti occupati O O O
Situazione numero 2
mare ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
battigia ------------------------------------------------------
nuovo arrivato O O O O
Situazione numero 3
mare ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
battigia ------------------------------------------------------
nuovo arrivato O O O O O
Ecco spiegata l’origine ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
della canzone ------------------------------------------------------
“vamos a la playa” OH OH OH OH OH
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